Non autosufficienza, le difficoltà dei caregiver

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La figura del caregiver nella gestione della non autosufficienza è fondamentale, ma a volte l’assistenza familiare può non bastare

I caregiver sono persone che si prendono cura o assistono altre persone (familiari e non), spesso anziane o disabili, che non sono in grado di provvedere a sé stesse. Il loro lavoro è spesso faticoso e poco riconosciuto, ma è essenziale per la qualità della vita delle persone che assistono. In Italia in media il 17,4% della popolazione (oltre 8,5 milioni di persone) è caregiver. Si prende cura, cioè, di chi ha bisogno. E di questi il 14,9% (quasi 7,3 milioni) lo fa soprattutto verso i propri familiari.

L’attività del caregiver è stata riconosciuta da una legge del 2018 che ha istituito per loro un fondo di 20 milioni di euro l’anno, definendo caregiver “la persona che assiste e si prende cura del coniuge, dell’altra parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto, di un parente o di un affine entro il secondo grado, o di un parente entro il terzo grado se i genitori o il coniuge (o la parte dell’unione civile) della persona assistita abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti”.

L’incidenza del numero dei caregiver non può che essere destinata a crescere. Nel nostro Paese, infatti, l’aspettativa di vita si sta progressivamente allungando e oggi quasi 1 cittadino su 4 (il 24,1%) ha più di 65 anni, secondo gli ultimi dati Istat. E si prevede che, entro il 2050, la percentuale di individui con un’età superiore ai 65 anni raggiungerà il 35,9% della popolazione totale. A questi numeri sono strettamente legati quelli della non autosufficienza: oggi sono circa 3 milioni e 800, ma secondo le stime diventeranno 4,4 milioni nel 2030 e 5,4 milioni nel 2050.

Le difficoltà dei caregiver

Diventare caregiver non sempre è una scelta, ma molto spesso è una necessità di fronte all’impossibilità di sostenere i costi elevati dell’assistenza professionale o la permanenza in una struttura sanitaria. Le residenze sanitarie assistenziali, infatti, hanno rette che si aggirano in media sui 3.000 euro al mese, mentre il costo medio di una badante regolarmente assunta si aggira sui 18.000 euro all’anno.

Anche ricoprire il ruolo del caregiver, però, significa dover affrontare dei costi, sia dal punto di vista economico che da quello psicologico e fisico. Uno studio del 2023, dal titolo “Care 4 caregiver”, ha messo in luce le problematiche che i caregiver in Italia si ritrovano ad affrontare e le ripercussioni che ricoprire questo ruolo molto spesso comporta.

Dal punto di vista economico, dalla ricerca emerge che il 17% dei caregiver spende in media oltre 10.000 euro all’anno per l’attività di assistenza e cura, risorse che, in un caso su due, provengono da fondi personali o familiari. Ma i costi non si limitano a quelli economici: quasi un caregiver su tre (30%) dedica infatti almeno 14 ore alla settimana alla cura, un impegno che per molti risulta “pesante” o “molto pesante”.

Le difficoltà maggiormente percepite dai lavoratori caregiver sono soprattutto carico mentale e mancanza di tempo, tanto che il 56% degli intervistati desidererebbe fortemente poter staccare dal lavoro di cura, mentre il 44% sente di aver bisogno di un sostegno psicologico. I carichi di cura sono così impegnativi che possono avere delle ripercussioni anche sull’attività lavorativa.

A volte, dunque, l’assistenza familiare può non essere sufficiente, sia per le sue limitazioni in termini di cura, sia per il carico che comporta per i caregiver.

Assicurazione LTC, uno strumento di aiuto concreto

In questa prospettiva delicata e complessa, un’assicurazione LTC (Long-Term Care) emerge come un prezioso strumento di protezione e aiuto. Integrare tale assicurazione nella pianificazione familiare può offrire sicurezza economica, coprendo una vasta gamma di servizi, come l’assistenza domiciliare professionale e le terapie in strutture specializzate. Questo aspetto assume particolare rilevanza nel garantire che le risorse finanziarie non diventino un ulteriore carico per i caregiver.

Ma nello specifico, come funziona l’assicurazione LTC? Questo tipo di assicurazione prevede il pagamento di una rendita periodica se dovesse verificarsi la condizione di non autosufficienza, cioè l’impossibilità di svolgere autonomamente le normali funzioni della vita quotidiana (azioni semplici come muoversi, lavarsi e mangiare). Il venir meno dell’autosufficienza non deve necessariamente essere dovuto a malattia o infortunio, ma anche all’avanzare dell’età.

Vuoi saperne di più sulla polizza Long-Term Care, per te o per un tuo caro? I consulenti dell’Agenzia Generale Monza ti aiuteranno a scegliere la soluzione più adatta alle tue esigenze, valutando attentamente le tue necessità. Contattaci per una consulenza personalizzata.

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