Legge sulla non autosufficienza: facciamo il punto

La Legge delega sulla non autosufficienza è un passo avanti per la tutela delle persone fragili nel nostro Paese, ma la strada da fare è ancora tanta

A marzo è stato completato l’iter di attuazione della Legge Delega sulla non autosufficienza. Questo rappresenta un segnale positivo per il nostro Paese, che dimostra di essere attento ai possibili effetti dell’invecchiamento demografico e alle esigenze delle persone anziane e fragili. Tuttavia, è necessario continuare a lavorare per migliorare il sistema di welfare e garantire a tutti i cittadini un’assistenza adeguata.

Dall’analisi dei dati Eurostat del 2023 emerge un quadro chiaro: l’Italia si posiziona al primo posto tra i Paesi dell’Unione Europea con l’età media più alta, ben 48,4 anni. Un valore quasi raddoppiato rispetto al 1960. Questi dati non stupiscono, ma offrono un’ulteriore prospettiva su un trend ormai consolidato: l’invecchiamento della nostra nazione, una delle più longeve in assoluto a livello europeo e mondiale. Nel 2022, ultimo anno di rilevazione disponibile, l’Istat stimava la speranza di vita alla nascita a 82,6 anni. Di conseguenza, il numero degli over 65 italiani cresce sensibilmente: si prevede che entro il 2050 potrebbero rappresentare il 34,5% del totale, a fronte di un 11,4% di giovani fino a 14 anni.

Viviamo più a lungo, dunque, ma non necessariamente meglio: la speranza di vita in buona salute si abbassa infatti a 60,1 anni, e già oggi le stime parlano di circa 3,860 milioni di anziani non autosufficienti. Questo pone una grande sfida allo Stato, che deve trovare soluzioni per gestire le possibili conseguenze di questo fenomeno, che si interseca con altri importanti cambiamenti sociali. Tra questi, l’atomizzazione dei nuclei familiari: si stima che entro il 2050, in più di un caso su tre, le famiglie saranno composte da un unico componente.

Il punto sulla legislazione in materia di non autosufficienza

Un anno dopo la Legge Delega sulla Non Autosufficienza, la riforma è stata completata con il decreto attuativo dell’11 marzo. Obiettivo: favorire l’invecchiamento attivo e l’inclusione sociale, assistenziale e curativa delle persone anziane, anche fragili o non autosufficienti. Ma il Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza, sottoscritto da 60 associazioni del settore, non è soddisfatto. La riforma, attesa da vent’anni e necessaria per allineare l’Italia all’Europa, secondo il Patto non rispetta appieno le buone premesse del 2023, sebbene presenti al suo interno numerose proposte del Patto.

La Legge Delega 33 del 21 marzo 2023 prevedeva la costruzione di un sistema di welfare integrato specificatamente dedicato all’assistenza degli anziani. Nel dettaglio, il provvedimento prevedeva la creazione di un Sistema Nazionale di Assistenza agli Anziani Non Autosufficienti (SNAA) che provvedesse a una gestione congiunta sotto il profilo sociale e sanitario dei soggetti bisognosi di cura. In aggiunta, l’altra novità pianificata era la trasformazione dell’indennità di accompagnamento nella Prestazione Universale per la Non Autosufficienza, di importo variabile a seconda delle esigenze di assistenza di ciascuna persona e caratterizzata anche dalla possibilità di aggiungere all’erogazione monetaria eventuali servizi alla persona.

Le critiche si concentrano su alcuni punti chiave:

  • Mancanza di risorse adeguate: il decreto stanzia solo una parte dei fondi necessari per realizzare la riforma a pieno regime. Nel decreto attuativo, infatti, la prestazione universale non andrà più a sostituire bensì ad affiancare e integrare l’indennità di accompagnamento.
  • Difficoltà di accesso ai servizi: i criteri per l’accesso alle prestazioni sono ancora troppo rigidi e complicati.
  • Scarsa attenzione alla domiciliarità: la riforma privilegia ancora i servizi in struttura rispetto a quelli domiciliari, che sono invece preferiti dalla maggior parte delle persone anziane.
  • Rischio di privatizzazione: il decreto apre le porte ad una maggiore privatizzazione del sistema di welfare, con possibili ricadute negative sulla qualità dei servizi.

In definitiva, il Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza ritiene che la riforma sia un passo avanti, ma non ancora sufficiente. Sono necessari ulteriori interventi per renderla davvero efficace e rispondere alle esigenze delle persone anziane e delle loro famiglie. In questo scenario, che lascia al futuro ulteriori spazi di intervento, delegando il compito di completare l’opera a ulteriori misure e decreti successivi, un importante aiuto potrebbe nel frattempo arrivare dalla promozione di sinergie con il welfare complementare e, in particolare, da una maggiore diffusione di coperture di Long Term Care.

Nello specifico, l’assicurazione LTC (Long Term Care) è una polizza assicurativa che offre un sostegno economico in caso di perdita dell’autosufficienza, garantendo all’assicurato una rendita mensile o un capitale per coprire le spese per l’assistenza domiciliare, il ricovero in una struttura residenziale o altri servizi di cura. Rappresenta un valido strumento di tutela per garantirsi tranquillità per il futuro e protezione economica in caso di necessità.

Se vuoi saperne di più, puoi contattarci per una consulenza: i consulenti dell’Agenzia Generale Monza ti aiuteranno a scegliere la soluzione più adatta alle tue esigenze, valutando attentamente le tue necessità.